“Non bisogna temere di ritrovarsi uniti insieme attorno ai grandi principi e ai grandi obiettivi e a dire che sono comuni per tutti”, dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Verona, lanciando un nuovo appello alle forze politiche ad affrontare i problemi unendo le forze. “Non bisogna temere. Io qualche volta – aggiunge – ho l’impressione che in Italia ci sia chi teme che politicamente non ci si divida abbastanza. Stiamo tranquilli, non saranno mai tutti d’accordo. I motivi anche di competizione, diciamo di giusta divisione, non spariranno. L’essenziale è che le divisioni non ci impediscano di operare insieme, di costruire insieme e di fare dell’Italia una protagonista anche del secolo così difficile che si è aperto”.
E’ vero. Se si vuole fare dell’ Italia una delle protagoniste di questo secolo e’ opportuno unire le forze.
Ma…
C’ e’ un ma: la presenza di Berlusconi, del berlusconismo, della P4, della cricca.
Berlusconi, il Pdl, i loro compari non hanno un programma. Il programma è una persona:il cavaliere. Nonostante l’ investitura da parte del sultano di Angelino Alfano a segretario nazionale del Pdl, questo è un partito fantasma, un partito che non c’ è, un non-partito. L’ abilità mimetica e la destrezza dialettica del Capo – molto efficace proprio per la sua grossolanità – hanno fatto sì che quello strano partitone personale, fino ad oggi, potesse ammantarsi, agli occhi dei credenti, di credenziali bugiarde.
Per questo, a mio giudizio, prima di unire le forze per rilanciare in campo internazionale il Paese è necessario mandare a casa B., il berlusconismo, e mettere in galera i componenti della P4, della cricca, i politici del malaffare.
Le amministrative di metà maggio e i referendum di metà giugno hanno detto che B. e compari possono essere cacciati.
Gli Italiani sono andati in massa a votare, riappropriandosi della politica alta. Hanno avuto un solo filo conduttore: rimettere al centro la tutela di ogni cittadino nel principio di uguaglianza e di accesso ai diritti e ai beni comuni.
‘’Ha vinto – scrive Maria Mantello in MicroMega – l’Italia della cittadinanza per tutti contro quella delle consorterie e del familismo amorale. Ha vinto l’Italia che finalmente s’è desta e vuole rimettere al centro i bisogni veri per avere un mondo migliore e più giusto. Per ciascuno e per tutti.
Ha vinto l’Italia che chiede Stato di diritto e legalità democratica. Ha vinto la Repubblica.
Ha vinto la Costituzione.
Ha vinto la civiltà.
L’Italia s’è desta. C’è una società civile che è tornata vigile perché la politica è appartenenza nella cittadinanza.
Spira un vento nuovo che non può e non vuole essere rimesso nel sacco della scatola della virtualità mediatica del grande fratello.
Ed è un vento progressista che vuole programmi e soluzioni di giustizia e libertà. Per ciascuno e per tutti.
L’Italia s’è desta! Attenti a non tradirla!’’
C’ è necessità ora non di qualche tocco di ingegneria istituzionale o costituzionale, ma di un comune patto fondativo, o rifondativo, della repubblica, dal quale devono essere esclusi B. e i suoi accoliti.
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