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gennaio 13, 2012

Sardegna 1: prosegue trattativa azienda-sindacato

Filed under: Uncategorized — Pier Luigi Zanata @ 9:09 am

Sardegna 1: prosegue trattativa azienda-sindacato

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Sardegna 1: prosegue trattativa azienda-sindacato

 

Prosegue la trattativa tra il sindacato e l’azienda nella vertenza di Sardegna 1 Tv, dopo l’annunciato licenziamento di quattro giornalisti dell’emittente. Nell’incontro di ieri sera si è discusso ancora di ammortizzatori sociali e in particolare di eventuali contratti di solidarietà. Serviranno ulteriori approfondimenti tecnici per valutare tutte le possibilità in campo e un nuovo incontro è previsto per lunedì prossimo. La trattativa ieri è stata portata avanti per oltre due ore nella sede del’emittente a Cagliari tra i rappresentati dell’azienda, il sindacato dei giornalisti e gli altri sindacati presenti in azienda.
ribadisco quanto pubblicato ieri 

 Sardegna 1, è tregua armata. Mazzella ritiri i licenziamenti e passi la mano
Giusto il tempo di una raccomandata. Ed è arrivato anche il quarto licenziamento a Sardegna1. Il destinatario è il giornalista Giuseppe Giuliani, componente del Comitato di redazione, che l’ha ricevuta ieri nelprimo pomeriggio. Era partita insieme alle altre. Il suo nomesi aggiunge a Piersandro Pillonca (pure lui nel Cdr), Gianni Zanata e Andrea Sanjust. Per tutti vale la sospensione decisa dall’editore e presidente della Banca di Credito Sardo Giorgio Mazzella.

Un provvedimento preso subito dopo lo sciopero proclamato dall’assemblea dei 30 lavoratori (di cui dieci giornalisti) e dai sindacati (Federazione nazionale della Stampa, Associazione stampa sarda, Slc-Cgil e Uilcom). I quattro possono continuare a lavorare, ma di fatto i licenziamenti non sono stati ancora revocati. La vertenza. Il prossimo incontro tra i rappresentanti dell’azienda e i sindacati è previsto per domani pomeriggio nella sede di via Venturi. Sul tavolo ci sono ancora le ipotesi di ammortizzatori sociali, previsto anche il contratto di solidarietà. O la cassa integrazione in deroga, ma con modalità da valutare in base all’organico, ai settori e agli orari. Il contratto di solidarietà.
da Sardegna24

Lettere raccomandate che l’ editore, a suo dire in crisi, ha spedito, forse per risparmiare, senza  utilizzare una busta. Il foglio e’ stato piegato in tre e chiuso lateralmente con due graffette di metallo: quelle della pinzatrice.

Più che per risparmiare a mio giudizio e’ stata un’ altra dimostrazione di quanto Mazzella tiene in poco conto i dipendenti, soprattutto i giornalisti: non meritate che sprechi una busta per voi!

 

I licenziamenti a Sardegna Uno, dopo la proclamazione di tre giorni di sciopero con video al nero,  sono stati sospesi. Non revocati, attenzione. Ma è chiaro che la tempesta mediatica che si è abbattuta sull’editore Giorgio Mazzella è stata terribile ed efficace.

Da questa vicenda Mazzella ne sta uscendo a pezzi, com’è giusto che sia.

Mazzella si sta facendo male da solo. “O taglio o porto i libri in tribunale” è una dichiarazione agghiacciante, che fotografa in maniera inequivocabile l’incapacità mostrata a Sardegna Uno da questo celebrato imprenditore e banchiere.
Infatti le difficoltà nelle quali da anni si dibatte l’emittente sono tutte responsabilità dell’editore. Inutile evocare i disastri provocati dal digitale terrestre: la crisi di Sardegna Uno è esplosa prima. Perché Mazzella in questi sette anni di gestione della tv ha dilapidato un patrimonio importante di pubblico e di credibilità, che aveva ereditato dalla gestione Ragazzo-Angioni. Nel giro di pochi mesi tutto il palinsesto è stato mortificato con scelte disgraziate e senza senso, imposte d’autorità dallo stesso Mazzella.
Prima l’emittente si è liberata dei suoi pochi collaboratori, come se tutto il peso della redazione potesse essere sopportato dai giornalisti interni. A fronte di un risparmio esiguo, il risultato è stato il crollo verticale della produttività. E non certo perché i giornalisti fossero dei pelandroni (i licenziati poi sono l’ asse portante della Tv e del Tg), ma per una evidente dinamica interna alle redazioni. Il danno provocato alla gestione della tv è stato enormemente superiore al risparmio economico. Ma questo il celebrato imprenditore non l’ha capito.
Poi Mazzella ha devastato il telegiornale, cambiandone orari e durata. Una follia. Laddove tutte le televisioni del mondo allungano la loro striscia informativa, Sardegna Uno l’ha drasticamente ridotta. Perché?
Poi Mazzella ha smantellato i punti di forza del palinsesto. L’emittente aveva “Buonasera Sardegna”, una trasmissione in grado di fare concorrenza a Sardegna Canta. Secondo voi è stata programmata in contemporanea con la celebrata trasmissione di Videolina? Forse solo per un paio di settimane. Poi è sparita.
Vogliamo ricordare “Ma però”, la trasmissione di Giacomo Mameli? Era l’unico approfondimento televisivo riguardante la politica e l’economia in Sardegna e Mameli era una vera icona televisiva. Trasmissione sospesa per volontà del giornalista perché Mazzella si era opposto alla presenza in studio dell’allora segretario regionale della Cgil, Gianpaolo Diana. L’editore pretendeva dare il suo assenso preventivo agli ospiti, e non voleva il sindacalista a parlare in studio di precariato. Giacomo Mameli (che in tv lavorava gratuitamente ma portava in dote la sponsorizzazione della Fondazione Banco di Sardegna) preferì chiudere la sua lunghissima esperienza televisiva piuttosto che sottostare alle volontà impossibili dell’editore.
Poi Mazzella ha smantellato le trasmissioni sportive, un altro punto di forza di Sardegna Uno. Senza collaboratori che vanno in giro per la Sardegna nei campi più sperduti, le trasmissioni sportive non si possono fare. Quella che era una eccellenza della televisione è stata dilapidata, in nome di ridicoli risparmi economici.
Poche mosse, tutte azzeccate e in pochi mesi la televisione è scomparsa dalle case dei sardi. Mazzella ha mortificato i giornalisti, devastato il palinsesto. Tagliando i costi in maniera barbara, il celebrato imprenditore ha azzoppato la sua stessa creatura. Ma ha evidentemente favorito la concorrente Videolina, dell’imprenditore Sergio Zuncheddu.
Che cosa se ne facesse Mazzella di una televisione ormai semiclandestina come Sardegna Uno, non era chiaro. Forse gli era utile per celebrare il suo notevole ego, per aggiornarci quotidianamente sulle sue celebrate imprese ogliastrine, o per informare i sardi delle sue benemerite azioni filantropiche (lui e la moglie sempre presenti in qualsiasi trasmissione, senza alcun buongusto e senso del ridicolo. Ma si sa, i ricchi amano essere celebrati).
Così Giorgio Mazzella ha distrutto Sardegna Uno: gestendo la televisione contro ogni regola e buonsenso, evitando di ascoltare i consigli di chi la televisione la faceva da anni, e mortificando una redazione e uno staff tecnico di grande qualità.
Ed ora Mazzella si permette pure di dire di essere “fortemente dispiaciuto per i licenziamenti”? Ma non si vergogna? Il padrone di Sardegna1 deve ritirare i licenziamenti e accettare la proposta dei giornalisti, cioé l’ applicazione dei contratti di solidarietà.
Mazzella parla di crisi. Di che crisi parla quando negli anni la struttura commerciale di Sardegna Uno è stata più volte stravolta ed oggi può contare su appena un agente? Dov’è Sardegna Uno su internet? Com’è possibile che un’emittente regionale così importante non sia presente in rete? Per essere editori non basta avere soldi e un discreto egocentrismo: ci vogliono anche cultura, sensibilità, consapevolezza del ruolo pubblico che si va a ricoprire, importante per la vita democratica e sociale di una comunità. Tutte qualità che Mazzella ha ampiamente dimostrato di non avere. Perché gestire una tv non è come gestire un’impresa edile.

In effetti, da qualche tempo il celebrato imprenditore sta cercando di vendere l’emittente. Ma è chiaro che le cifre che pretende (si parla di otto milioni di euro) sono fuori dalla realtà. Soprattutto perché anni di gestione dissennata hanno impoverito Sardegna Uno. (tra le fonti Vito Biolchini wordpres)

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