ilgrandetsunami

settembre 9, 2015

In viaggio con i profughi sotto al filo spinato A caccia di un sogno oltre il muro di Orbán (PAOLO BRERA)

Filed under: Uncategorized — Pier Luigi Zanata @ 3:20 pm

Triskel182

filo spinatoIl racconto

“Mi chiamo Jamal, vengo dalla Siria”, i miei compagni mi hanno insegnato a dire così. Siamo partiti da Belgrado diretti al campo di Kanjiza, vicino al confine. E da lì siamo andati verso Horgos seguendo i binari Insieme alla famiglia Al Bakri che poi è arrivata in Germania.

BUDAPEST – VENTRE A TERRA tra i sabbioni di Horgos, ho annusato l’Europa inseguito dai lampeggianti della polizia. Sono entrato in Ungheria illegalmente come migliaia di profughi, mentre le auto degli agenti ronzavano oltre il confine. Ho corso con tutto il fiato che avevo nei polmoni, sono sgusciato sotto il treccione di filo spinato sollevato da Mohammad. Due auto di poliziotti a una cinquantina di metri da noi non si sono accorte di nulla. Giù di nuovo ventre a terra oltre la siepe di rovi, nel boschetto di betulle. Un baffo di sangue sull’avambraccio. Eccola, l’Europa. Ora sono un “profugo” fortunato…

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