ilgrandetsunami

settembre 19, 2015

“Nascondino fra le bombe” così i figli di Damasco raccontano la guerra (GIAMPAOLO CADALANU)

Filed under: Uncategorized — Pier Luigi Zanata @ 12:05 pm

Triskel182

Profughi

Le testimonianze.

Dalla capitale siriana a Roma per essere curati: grazie all’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, cinque bambini sono sfuggiti all’inferno del conflitto. Nelle loro parole la sofferenza della vita quotidiana in un Paese devastato.

Il gioco preferito dai bambini di Saida Zenab è una specie di nascondino. Vince chi si sente per primo le bombe, e acquista la precedenza per trovare riparo. Anche quel giorno maledetto del luglio 2013 Raghad correva per casa e giocava con un fratellino. Nel campo profughi palestinese fondato 60 anni fa alle porte di Damasco, combattimenti, salve d’artiglieria, jet che lanciano bidoni esplosivi sono solo una colonna sonora della vita di ogni giorno. «Non ci spaventavano, uscivamo sempre, anche per andare al mercato». Mamma Wafaa era in cucina, a cercare di organizzare un pasto. Lei non lavora, e da quando suo marito è morto deve contare sulla solidarietà delle altre famiglie e sugli…

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